Il boom e-mobility in Cina trascina il resto del mondo

La Cina nell’ambito del suo piano di sviluppo di ristrutturazione industriale Made in China 2025, ha implementato anche altre azioni specifiche per aumentare la quota di produzione di veicoli cosidetti a nuova energia.

Tutte le compagnie presenti in Cina hanno l’obiettivo non solo di ridurre l’impatto dell’inquinamento generato dai motori endotermici, ma anche quello di ottenere un vantaggio competitivo in un settore destinato ad essere un fattore determinante nel prossimo futuro.

Quindi la Cina ha lanciato la sfida al mondo, infatti solo nell’ultimo anno hanno investito 21,7 miliardi  di euro avviando un programma pluriennale ambizioso, sostenuto non da tavole rotonde e convegni pieni di buoni propositi come le letterine a Babbo Natale, ma da leggi, piani di investimento e politiche di incentivazione con l’obiettivo  di crescita del settore a 2 milioni di unità NEV (Neighborhood Electric Vehicle) prodotte all’anno entro il 2020. Inoltre, i NEV dovranno rappresentare il 20% della produzione totale e dei volumi di vendita della Cina entro il 2025.

Ovviamente gli altri players mondiali non stanno a guardare e così tra questi la Volkswagen che a ad Anting (Shanghai), farà nascere entro il 2020 la prima fabbrica della Volkswagen progettata per costruire esclusivamente veicoli elettrici sulla piattaforma MEB. Il progetto nasce da una joint venture SAIC-Volkswagen e andrà ad aggiungersi a quello FAW-Volskwagen di Foshan, che è stato completamente rinnovato per un target di produzione di 600 mila auto elettriche l’anno.

Il nuovo stabilimento di Anting (Shanghai), essendo costruito da zero, adotterà una impostazione “Industry 4.0“. Quindi avrà un processo produttivo slegato dal concetto di catena di montaggio classico ma integrato ad uno flessibile per ottimizzare la capacità produttiva e aumentare la possibilità di personalizzazione di ogni veicolo.

Ad Anting verranno prodotti diversi modelli, compresi i SUV grandi e medi ed anche le batterie.

In soldoni il Gruppo Volkswagen ha varato il suo piano, denominato Roadmap E , ovvero il piano “Electric for All“.

Entro il 2025 saranno ben 50 i modelli di autoveicoli elettrici che VW immetterà sul mercato in tutto il mondo. Secondo i piani della Roadmap E entro il 2025 un quarto delle auto vendute da Volkswagen sarà 100% elettrico.

La Cina avrà un ruolo fondamentale in questa strategia perché sarà il secondo polo produttivo (in futuro probabilmente il primo, per volumi) delle auto elettriche Volkswagen.

FAW-Volkswagen, inoltre, produrrà anche sistemi di batterie per la piattaforma MQB, l’attuale piattaforma Volkswagen per i veicoli con motore termico che verranno progressivamente elettrificati per fare da ponte verso una gamma 100% elettrica.

Certamente la Volkswagen non è che uno dei vecchi players che produrra ed investirà in Cina, inutile dire che anche la Tesla Motors dell’innovatore e caparbio Elon Musk (primo produttore al mondo di sole auto elettriche), ha già annunciato la prossima apertura di uno stabilimento a Shanghai ….

Insomma la corsa all’ e-mobility è ormai un fatto, secondo il rapporto Repower manca poco alla svolta: “Il 2020 è l’anno scelto da molte case automobilistiche per entrare definitivamente nel mercato della mobilità elettrica dall’ Audi alla BMW,  alla Citroen,  Hyundai, Volkswagen ed FCA.

La diffusione dell’auto elettrica, oltre agli indubbi benefici a livello di riduzione dell’inquinamento atmosferico, darà anche “maggior impulso ai sistemi a guida autonoma, permettendo di superare la complessità di gestione delle auto termiche”. Ma chiaramente non saranno solo i mezzi a cambiare, lo sarà anche la mobilità nel suo complesso, che sempre nell’arco di un paio d’anni diventerà molto più smart quindi efficiente, condivisa ed a basso impatto ambientale.

Chiaramente il tema infrastrutturale è importante perchè i punti di ricarica (le colonnine) sono il punto cardine per favorire la diffusione della mobilità elettrica, questi dovranno essere distribuiti capillarmente e nel contempo aggiornata e rivista in modo significativo l’attuale rete elettrica nazionale.

Benchè in Italia siamo in ritardo “colpevole” su questo aspetto, considerando le predette “spallate” al cambiamento e l’opportunità di avvio alla transizione energetica ormai ineluttabile, peraltro sospinte anche dalle nuove politiche energetiche e ambientali del nuovo governo, siamo dunque più ottimisti.

Inoltre va evidenziato che come tutte le tecnologie di “rottura con il passato” queste implicano nuove sviluppi ed opportunità ed in quest’ottica, considerato che le nuove batterie saranno sempre più efficenti e capienti, utenti avranno anche altre possibilità come ad esempio il loro utilizzo nell’ambito della propria rete elettrica (domestica).

Insomma un’ enorme opportunità di sviluppo che nessuno potrà permettersi di perdere!